Early Adopter: Chi Sono e Perché Sono Importanti Per le Aziende

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Early Adopter: Chi Sono e Perché Sono Importanti Per le Aziende
| 29 Aprile 2021 | Pubblicato in StartupTaggato , Startup

Cosa Sono gli Early Adopters, Come Trovarli e Coinvolgerli nella Fase di Startup

Gli early adopters sono una categoria di consumatori fondamentali nel processo di diffusione delle innovazioni: tra i primi utenti ad adottare prodotti e servizi appena lanciati sul mercato, sono una risorsa essenziale per le aziende nella fase di product-market fit, consentendo di testare l’innovazione e raccogliere i primi feedback sulla sua validità e percezione. Ma qual è l’esatta importanza degli early adopters per una startup, e come è possibile intercettarli e coinvolgerli nella messa a punto di un prodotto? Lo abbiamo chiesto a Sonia Elicio, Growth Hacker, Funnel Specialist ed esperta in Digital Strategy, che ci ha spiegato la crucialità di questa fascia di utenti per il passaggio di una startup alla fase di scaling.

Cosa Sono gli Early Adopter? Definizione e Significato

Gli early adopters sono gli utenti più precoci di un prodotto o servizio. Vengono spesso detti anche trendsetter, o opinion leaders, in quanto si tratta di consumatori sempre pronti a sperimentare nuove tecnologie, e sempre sul pezzo riguardo le novità del mercato.

La definizione è stata coniata negli anni ’60 da Everett M. Rogers, che nel libro Diffusion of Innovations (1962) includeva gli early adopters tra le cinque tipologie di consumatori parte del ciclo di diffusione di un’innovazione. Il termine è stato portato nuovamente alla ribalta con l’avvento delle startup, come spesso avviene per i concetti che riguardano l’innovazione.

Il ruolo degli early adopter è infatti strettamente correlato alla diffusione di un’innovazione nella società, e dunque fondamentale nel processo di lancio di un nuovo prodotto o servizio sul mercato. Il termine indica gli utilizzatori di un’innovazione prima che questa raggiunga la diffusione di massa: essendo i primi ad utilizzarla, questi contribuiscono a testarla, fornendo un importante feedback non solo per l’azienda, ma anche per il resto del bacino di consumatori che sono interessati a provarla.

Scriveva Rogers:

“Le innovazioni si percepiscono inizialmente come incerte e rischiose. Per superare l’incertezza, la maggior parte delle persone cerca altri simili che hanno già adottato la nuova idea. Il processo di diffusione si sviluppa grazie agli individui che per primi adottano un’innovazione e diffondono la parola […]”

Ma come individuare gli early adopters del proprio brand, e come possono questi contribuire alla diffusione del suo prodotto? Abbiamo intervistato Socia Elicio, Growth Hacker e Funnel Specialist, che ci ha spiegato le caratteristiche principali di un early adopter, e come trovarli e coinvolgerli nel lancio di un prodotto.


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Curva di Rogers: Diffusione ed Adozione di un’Innovazione

Abbiamo menzionato come il termine early adopter sia stato introdotto da E.M. Rogers, il quale definì il ciclo di adozione e diffusione dei prodotti innovativi e delle nuove tecnologie— siano questi idee, pratiche, oggetti— introdotti sul mercato.

Rogers delineò cinque categorie di utilizzatori o consumatori, postulando come, una volta lanciata, un’innovazione viene adottata in diversi momenti di tempo da ciascuno di questi gruppi di utenti, che differiscono per comportamento, motivazioni emotive, bisogni ed abitudini, ed una maggiore o minore propensione rispetto agli altri individui nel sistema sociale ad adottare un nuovo prodotto— propensione detta “innovatività”.

Il ciclo della diffusione di un’innovazione nel tempo è rappresentato con una curva di Gauss, detta “Curva di Adozione di un’Innovazione” o “Curva di Rogers”.

Nella curva di Rogers è rappresentata la segmentazione degli utilizzatori di un prodotto nel tempo: i primi ad adottare una tecnologia sono gli innovatori, che corrispondono al 2,5% della totale platea dei consumatori, successivamente vi sono gli early adopters, (14%), seguiti dalla early majority, o maggioranza iniziale (34%), dalla late majority, o maggioranza tardiva (34%), ed infine dai laggards, o ritardatari, che corrispondono al 16% e sono gli ultimi ad approcciarsi alle innovazioni, quando magari queste innovazioni non lo sono più.

Nel concetto di startup, la curva di adozione di un’innovazione va di pari passo con le diverse fasi di vita del progetto,” ci spiega Sonia Elicio. “Si passa dal product-market fit, in cui il prodotto viene adottato dagli innovatori, alla fase di scale-up, in cui vengono in aiuto gli early adopters, che contribuiscono ad individuare i canali di scaling. Una volta riusciti ad identificare, grazie agli innovators ed in particolare agli early adopters, mediante quali canali e quali leve di comunicazione si può diventare una scale-up, si inizierà ad acquisire la massa.”

La curva di Rogers e dunque la segmentazione del pubblico nella diffusione di un’innovazione potrebbe essere esemplificata con il caso Instagram, come racconta Sonia Elicio. “Inizialmente Instagram era chiamato Burbn, e si trattava di un’app che permetteva di fare check-in nei luoghi e pubblicarne le foto. Gli innovators, nel caso di Instagram, sono stati gli utilizzatori di questa prima versione, i quali invece di sfruttare la feature della localizzazione davano più importanza alla condivisione foto. Il loro feedback ha trasformato la app in quella che oggi noi conosciamo: dopo la validazione del prodotto, gli sviluppatori hanno scoperto che la feature che più interessava agli utenti non era quella che avevano immaginato. Una volta ripensata l’idea, e raggiunto il market fit, si è passati agli early adopters, i primi utenti di Instagram come lo conosciamo. I laggards di Instagram sono invece coloro che vi si iscrivono oggi, ad 8 anni dal lancio.”

Nel grafico è possibile osservare come le diverse categorie si approcciano ad un’innovazione sul mercato in momenti diversi. Vediamo le caratteristiche dei diversi gruppi.

Innovators

Gli innovators, o innovatori, sono coloro che in chiave moderna partecipano allo sviluppo del prodotto. Si tratta di un gruppo ristretto di veri e propri sperimentatori, attratti dalle nuove idee, con un alto status economico e di istruzione, una propensione al rischio di adottare un nuovo prodotto— accettando che non sia ancora completo o possa provarsi fallimentare— e conoscenze o capacità tecniche relative all’innovazione. “In ambito startup si fanno rientrare in questa categoria anche i cosiddetti family and friends, amici e parenti a cui viene sottoposto il prodotto per la fase di testing,” spiega Sonia Elicio. Gli innovatori sono molto importanti nella raccolta di feedback nella fase di validazione del prodotto o servizio prima del lancio sul mercato.

Early Adopters

Gli early adopters, o pionieri, sono i primi utilizzatori dell’innovazione. Si differenziano dagli innovatori in quanto non sono interessati all’aspetto tecnico o innovativo della nuova tecnologia, quanto alla funzione o bisogno cui quella tecnologia risponde, e ai benefici che può apportare. Si tratta di persone con un grado più basso di capacità tecniche, che adottano l’innovazione per i suoi vantaggi, o per essere i primi a testarla: nei mercati B2B ad esempio gli early adopters sono coloro che adottano le innovazioni per ottenere vantaggio sui competitors. Gli early adopters sono spesso persone con un’alta reputazione all’interno del sistema sociale, e pertanto molto influenti, in quanto altri consumatori cercheranno il loro consiglio e la loro opinione in merito alle innovazioni. Sono utenti fondamentali, in quanto offrono un feedback disinteressato cruciale per lo sviluppo ed il miglioramento del servizio o prodotto.

Early Majority

La early majority, o maggioranza iniziale, rappresenta la “massa”; una parte del pubblico di consumatori interessata alle nuove tecnologie e innovazioni e ad adottarle relativamente presto rispetto al loro lancio, che tuttavia segue un processo deliberativo e decisionale più lungo rispetto a quelli degli early adopters. La early majority necessita infatti di valutare con considerazione i vantaggi di un’innovazione, accertandosi dell’assenza di rischi e del supporto da parte dell’azienda, valutando la ricezione dell’innovazione da parte dei pionieri che l’hanno adottata prima di loro.

Late Majority

La late majority, o maggioranza ritardataria, è quella parte di consumatori composta da soggetti prudenti, definiti “scettici” da Rogers, poco inclini al cambiamento: si avvicinano alle nuove tecnologie ed innovazioni con cautela e sono soggetti al parere degli altri individui nel sistema sociale a cui appartengono. La decisione di adottare il nuovo prodotto o servizio, per la late majority, deriva spesso da una pressione sociale dovuta al fatto che sempre più persone stanno acquistando o usufruendo dello stesso, che li porta a non voler essere tagliati fuori.

Laggards

I laggards, o ritardatari, sono l’ultima categoria di utilizzatori ad adottare un’innovazione; hanno una pressoché inesistente influenza all’interno del sistema sociale ed un atteggiamento diffidente e quasi osteggiante. Rogers sosteneva che i ritardatari fanno riferimento al passato nel loro processo decisionale, basandosi sulle scelte delle prime tre categorie. Quando i laggards decidono di adottare un prodotto o servizio lo fanno controvoglia, molto spesso quando questo è già stato soppiantato da una nuova idea o prodotto che gli innovatori stanno già utilizzando.

Caratteristiche degli Early Adopters

Abbiamo definito gli early adopters come quegli utenti sempre attenti alle novità di mercato, pronti a sperimentare ed adottare nuovi prodotti prima degli altri consumatori, restando sempre aggiornati sulle innovazioni lanciate per capire quali fanno al caso loro. Quando si parla di early adopters, è bene chiarire come, benché questi presentino caratteristiche simili, si tratti di individui, o ‘personas’ diverse in base al prodotto o al brand di riferimento.

“Gli early adopters sono diversi da progetto a progetto, ed è molto complesso identificare un early adopter per eccellenza, in quanto le sue caratteristiche dipendono dal problema che l’innovazione risolve,” spiega Sonia Elicio.

Possiamo individuare tuttavia alcuni attributi generici ascrivibili alla categoria. Generalmente, l’early adopter di un prodotto o brand presenterà:

  • Alto grado di istruzione o consapevolezza rispetto al problema;
  • Forte influenza sulle altre tipologie di consumatori (majority);
  • Propensione al rischio e all’adozione di una novità;
  • Propensione al rischio economico;
  • Tendenza a volersi distinguere dalla massa;
  • Fear of Missing Out o paura di perdersi una novità;
  • Disponibilità ad offrire feedback ed opinioni;
  • Forte interesse nei benefici che l’innovazione può portare;
  • Istinto nel capire le potenzialità di un prodotto.

Ogni azienda o brand presenterà dunque un proprio early adopter tipo, in base alla nicchia di mercato che va a coprire: l’early adopter di un dato brand sarà quell’individuo sempre pronto a testarne i nuovi servizi e prodotti, interessato a conoscerli per primo e disposto a provarli in anteprima, anche pagando un prezzo elevato per ottenerlo, correndo il rischio che il prodotto non rappresenti la soluzione ideale al suo problema. Questa categoria è molto importante nelle fasi di misurazione e analisi del comportamento utente segmentate nel funnel AARRR, strumento essenziale del growth hacking.

Abbiamo utilizzato trendsetter ed influencer come sinonimo di early adopter, proprio perché questi individui hanno come prerogativa non solo quella di risolvere un proprio problema in modo efficace mediante l’adozione di un’innovazione, ma di anticipare la massa e testare le caratteristiche ed i vantaggi di un prodotto prima di chiunque altro.

Perché gli Early Adopters Sono Fondamentali per un Brand?

Gli early adopters sono una categoria di importanza fondamentale e strategica per un’azienda nella diffusione della sua innovazione. Godendo di una grande influenza sulla massa, sono le persone a cui la majority guarda per conoscere vantaggi e problemi del prodotto prima di decidere se adottarlo. L’opinione degli early adopters diventa dunque una cassa di risonanza, un criterio di giudizio per il resto degli utenti nel processo decisionale che porta all’acquisto.

Gli early adopters sono coscienti di questo loro grado di influenza, che è per loro importante mantenere al fine di risultare apprezzati nel sistema sociale di cui fanno parte: per questo le loro decisioni sono più ponderate rispetto agli innovators, e ciò li rende, per le aziende, il target su cui testare il proprio prodotto per comunicarne alla massa l’efficacia e ridurre l’incertezza e la diffidenza che potrebbe spingere la majority a non adottarlo.

“Mentre gli innovatori sono utili nella fase che precede il product market fit, quando il prodotto è ancora a livello di prototipo, gli early adopters sono fondamentali dopo il lancio, in quanto il loro feedback ed i loro suggerimenti consentiranno alla startup di migliorare e perfezionare le nuove versioni del prodotto stesso,” racconta Elicio.

Il feedback degli early adopters è un dato fondamentale per l’azienda, parte cruciale della valutazione qualitativa della propria innovazione. “Questi consumatori rappresentano il primissimo target del prodotto, coloro che più di altri ne hanno bisogno, pertanto possono offrire un feedback mirato e disinteressato non solo sul prodotto o servizio in sé e sulla sua validità, ma anche, trovandoci nella fase in cui il prodotto è già sul mercato, su come questo viene percepito e sui suoi attributi correlati, dal prezzo, al packaging, ai valori proposti, alla strategia di marketing usata per promuoverlo,” spiega Sonia Elicio.

Testare sugli early adopters con una strategia ben definita aiuterà dunque ad individuare i canali di comunicazione e distribuzione più efficaci, a raccogliere suggerimenti per il perfezionamento del prodotto, nonché ad amplificare la risonanza del brand in una fascia più larga di clienti, grazie al loro ruolo di opinion leaders.

Ma chi sono gli early adopters di uno specifico brand, dunque? Sonia Elicio ci ha spiegato cosa fa di un utente il perfetto early adopter per un’azienda.

Come Riconoscere gli Early Adopters di un Brand?

L’adozione degli early adopters non è sempre spontanea, specialmente per quanto riguarda le startup, il cui brand è ancora troppo poco noto per avere degli utenti precoci di un prodotto appena lanciato. È ad esempio facilmente intuibile come gli early adopters del nuovo iPhone sono coloro che hanno una forte consapevolezza del brand, un alto grado tecnologico e la prerogativa di aggiudicarsi un’innovazione prima di chiunque altro; ma come si riconoscono ed intercettano invece gli early adopters di una nuova startup, disposti a spendere denaro per un prodotto imprevedibile?

Indipendentemente dal prodotto o servizio che si vuole testare, l’early adopter di un’innovazione sarà quell’utente, tra le buyer personas individuate, con il più alto grado di urgenza e di frequenza del bisogno che la nostra innovazione può risolvere nel miglior modo possibile.

“Il ruolo del growth hacker, che entra in una startup o in un progetto innovativo dopo il product-market fit per permetterle di scalare, è quello di evolvere dalla fascia degli innovators a quella della majority, passando per l’individuazione e l’adozione del prodotto da parte degli early adopters,” ci spiega Sonia Elicio. “L’individuazione degli early adopters è un processo complicato, che parte dalla costruzione delle buyer personas. La maggior parte dei prodotti lanciati da aziende e startup può essere infatti potenzialmente adottato da un gran numero di persone; non esiste in definitiva un solo tipo di personas a cui sono destinati. Ognuna delle buyer personas individuate avrà tuttavia un diverso livello di awareness e di engagement rispetto al problema.”

Specialmente in termini di startup, una fase in cui generalmente solo una piccola porzione di consumatori avrà consapevolezza del brand, è molto difficile che qualcuno decida di investire nel prodotto.

“È di fondamentale importanza, in questa fase, individuare tra i propri potenziali clienti coloro che presentano un problema specifico ed urgente, per il quale il nostro servizio o idea rappresenta una soluzione così forte e conveniente che sceglierla diventa quasi un obbligo. Il prodotto di punta di una delle realtà che seguo, un’azienda produttrice di integratori, è un prodotto per la fertilità,” ci racconta Sonia Elicio. “È chiaro che l’early adopter di questo prodotto dal brand ancora sconosciuto non sarà la donna che vuole assumerlo in via preventiva, in quanto il suo problema è ancora troppo debole, ma piuttosto la donna che per anni ha attivamente cercato di avere un figlio senza successo.”

Questo concetto rimarca sull’importanza della segmentazione del proprio target per il successo della propria idea: alla majority l’innovazione può interessare tanto quanto agli early adopters, ma nella fase iniziale, in cui il prodotto è ancora in fase di validazione, è importante testarlo su coloro che presentano delle attitudini, dei comportamenti specifici, ed un livello di awareness più elevato rispetto al “problema”.

Come Funziona il Rapporto tra gli Early Adopters ed il Brand?

Il rapporto tra un brand ed i suoi early adopters viene spesso definito come una relazione win-win.

Una delle caratteristiche fondamentali di un early adopter è quella di avere un problema urgente, che trova un gap nel mercato, a cui l’idea innovativa della startup o dell’azienda in questione può porre soluzione. Potrebbero dunque esistere altri prodotti simili per far fronte allo specifico problema, ed il successo della startup dipende da quanto il suo prodotto sia più completo, più valido, più attestato rispetto agli altri. Ma oltre alla risoluzione del problema, quali sono gli altri vantaggi che portano un early adopter a decidere di adottare un’innovazione?

L’importanza degli early adopters nella fase di lancio di un prodotto è nella possibilità di far promuovere un prodotto, sfruttando la loro influenza: la loro ricompensa è quella di divenire parte dello sviluppo del prodotto grazie ai propri feedback e suggerimenti, e di essere precursori dello stesso, aggiudicandoselo prima di chiunque altro.

Talvolta un’azienda rilascerà un prodotto anticipatamente per gli early adopters, invitandoli a testarlo e promuoverlo, spesso offrendolo gratuitamente o incentivandone l’acquisto con sconti e promozioni. Gli early adopters potranno così guadagnare l’accesso ad una nuova tecnologia in anticipo rispetto alla majority, accrescendo il proprio status e la propria influenza, ottenendo un’assistenza dedicata ed una costante consulenza grazie al rapporto diretto che viene a crearsi con l’azienda.

La relazione è vantaggiosa anche per l’azienda, la quale può testare un prodotto anche incompleto su un bacino di utenti ristretto, disposto ad acquistare un’innovazione anche imperfetta e ad offrire i feedback necessari per migliorarla e prepararla alla diffusione nella massa. Come sottolinea Sonia Elicio, gli early adopter sono fondamentali per un’azienda nel testing di una serie di fattori correlati al prodotto che esulano dalla sua parte tecnica, e che non è stato possibile testare con gli innovatori.

“Quando si lancia sugli early adopters si è già raggiunto il market fit, ma lo si è fatto su una base di clienti ristretta, su cui non si è potuto testare il prezzo, o il packaging, o la strategia di comunicazione. Il contatto con gli early adopters diventa così cruciale, perché su di loro è possibile svolgere una serie di test, rivolgendogli una serie di domande sulla percezione del prodotto, non soltanto a livello di risoluzione del bisogno, ma di prezzo, appunto, di come viene impacchettato, di formato, di come viene venduto, di come viene percepito, di strategia di marketing, di canali di vendita, di nuovi prodotti che desiderano vedere sviluppati. Grazie a questi feedback si ottimizza il prodotto, lo si completa, e soprattutto si capisce come venderlo.”

Gli early adopters contribuiscono nella costruzione della migliore delle strategie di marketing, semplicemente perché risponde al loro bisogno effettivo. Il rapporto che si costruisce con gli early adopters continua nel tempo, anche nella fase di scaling, in cui è possibile continuare a raccogliere il loro feedback sui nuovi prodotti e su come il brand si evolve.

“Questo è un valore importante non solo per l’azienda e per la costruzione dei valori del brand, ma anche per l’early adopter, che manterrà dei vantaggi rispetto ai nuovi clienti, nella forma di carte fedeltà, sconti o rapporto diretto e assistenza da parte dell’azienda.”

Oltre a fornire un feedback essenziale, gli early adopters sono figure molto influenti all’interno della nicchia di mercato, persone a cui la majority, che adotterà l’innovazione solo in seguito, guarda per consigli e informazioni fondamentali a decidere se acquistare o meno il prodotto. Se pensiamo agli influencer, ad esempio, persone con un expertise in un settore del mercato e con un seguito che presenta i suoi stessi bisogni, è facile capire come tali figure possano essere vitali per ampliare la diffusione del proprio prodotto, offrendo l’accesso ad una community ristretta ma in target, ed una voce che sa come comunicare a questo pubblico in maniera efficace.

“Il rapporto con gli early adopters è imprescindibile, e per questo non è solo importante identificarli, ma soprattutto creare con loro una relazione, ed una relazione umana: bisognerebbe chiamarli, intervistarli, consultarli sulla propria opinione, ricordandosi che sono loro l’esemplificazione di chi, alla fine, comprerà il nostro prodotto,” conclude Sonia Elicio.

Come Trovare gli Early Adopters? Segmentazione del Target

Identificare e comunicare nel giusto modo con i propri early adopters è cruciale per il successo di un’innovazione sul mercato.

“Si tratta della fase più delicata per l’azienda, perché l’identificazione degli early adopters in sé non è così difficile; la difficoltà è nel capire quali tra tutti i potenziali early adopter sono davvero interessanti per te,” sottolinea Sonia Elicio.

Molto spesso le aziende commettono l’errore di pensare che il proprio prodotto sia adatto a tutti: orientare la propria strategia in questo senso può costituire un grave passo falso, in quanto rivolgersi immediatamente alla majority confonde la strategia di mercato e rende difficile comunicare i selling point del prodotto, dovendo rivolgersi a tanti bisogni diversi.

Segmentare il proprio bacino di utenti, individuando un target specifico, da approcciare con una strategia di comunicazione mirata, è un processo fondamentale per superare la concorrenza, ottemperando con precisione ai bisogni, alle motivazioni e ai valori che influenzano il processo decisionale di questo target, e massimizzando i finanziamenti (ne abbiamo già parlato nell’articolo su come finanziare una startup e come investire in startup).

Essendo gli early adopters, per definizione, gli utenti più precoci di un prodotto, in fase di lancio bisognerebbe orientare la propria strategia verso questa fascia di consumatori. Ma come è possibile individuarli e coinvolgerli in questa fase della startup?

“Esistono diversi modi per intercettare e segmentare i propri early adopters,” spiega Sonia Elicio. “È importante prima di tutto rivolgersi ad un bacino di utenti con un problema urgente, dando loro la migliore soluzione possibile al giusto prezzo, mettendo in risalto non tanto le qualità tecniche del prodotto, quanto la sua utilità, i suoi vantaggi sul problema rispetto ad altri prodotti simili. La domanda che guida la ricerca degli early adopter è: chi ha più bisogno della mia soluzione? Non è importante chi questo individuo sia, e spesso l’analisi degli early adopter risulta in un profilo completamente inaspettato: sono da considerare come possibile target tutte quelle persone che si lanciano su un prodotto perché quella è la loro nicchia, indipendentemente dal grado di educazione e digitalizzazione.”

In tal senso, è fondamentale individuare i migliori canali di comunicazione per intercettare i propri early adopters. Può essere utile l’utilizzo di riviste di settore o la presenza in fiere ed eventi dedicati, al fine di incontrare esperti o appassionati che sono attivamente alla ricerca di informazioni e soluzioni ad uno specifico problema. Nella nuova era digitale, gli early adopters vengono anche intercettati e contattati tramite i social network, e possono diventare brand ambassador del prodotto, come avviene per gli influencer.

“Un metodo molto utile di selezionare gli early adopter è quello di individuare persone con una community che ruota attorno a prodotti di nicchia, la cui priorità è quella di avere sempre l’ultimo prodotto da consigliare al proprio seguito. Identificare i propri early adopters negli influencer può essere una strategia vincente, in quanto questi potranno sottoporre sondaggi e raccogliere opinioni e feedback in una community già ampia e segmentata, aiutando nella fase di scaling a diffondere il prodotto ad una maggioranza sempre target, ma più estesa,” continua Elicio.

Vi sono inoltre strategie di marketing digitale che consentono di esplorare le nicchie potenzialmente interessate all’innovazione, e di segmentare i potenziali clienti di un prodotto, sottoponendo loro questionari ed interviste volti a comprendere i loro bisogni specifici, il loro comportamento nella ricerca di un prodotto, le motivazioni ed i valori che portano all’acquisto, orientando poi il proprio messaggio per rispondere a tali caratteristiche.

“Questo permette di conoscere persone che non sono ancora clienti, ma hanno un problema che il nostro prodotto può risolvere, e di stringere con loro un rapporto molto solido, offrendo una consulenza ed un’assistenza costante, e ricevendo, in cambio, importanti feedback. Correlarsi con il problema è fondamentale per ampliare il proprio target,” spiega Elicio.

Il rapporto interpersonale con gli early adopter è dunque di fondamentale importanza. “Può risultare strano, nell’era della digitalizzazione, ma di solito quando parlo di early adopter penso ad un’interazione fisica: come azienda è importante incontrare i propri early adopters, parlarci, vedere come si approcciano al prodotto, capire quali sono i loro problemi, le loro difficoltà, come il prodotto li risolve ed in cosa è ancora carente,” sottolinea Sonia Elicio.

Pur restringendo il proprio target, focalizzandosi sugli early adopters non bisogna tuttavia perdere di vista la più ampia strategia di crescita dell’azienda. È importante dunque tenere presente come, pur direzionando le proprie energie e strategie di comunicazione verso gli early adopters nelle fasi iniziali, la scelta stessa degli early adopter va ad influenzare fortemente la vision sul lungo termine.

“Nel raggiungimento dell’early majority si passa dal parlare del problema allo sviluppo dei valori del brand, spostandosi verso un target con un bisogno leggermente più debole e con delle caratteristiche differenti da quelle degli early adopters. In questa transizione la brand identity muterà, ed è importante gestire questa transizione con gradualità, tenendo conto dei feedback e dei pareri degli utenti ed interpretando i bisogni e le necessità del proprio target,” conclude Sonia Elicio.


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