Incentivi e Agevolazioni agli Investimenti in Startup e PMI Innovative

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Incentivi e Agevolazioni agli Investimenti in Startup e PMI Innovative
| 16 Luglio 2021 | Pubblicato in Sprintx, Startup Sprintx

Detrazioni Fiscali per Chi Investe in Startup Innovative nel 2021

L’introduzione di nuove agevolazioni e detrazioni fiscali per coloro— siano persone fisiche o imprese— che investono nel capitale di rischio di startup e PMI innovative in Italia, sottolinea un crescente interesse da parte dello Stato nel supportare e facilitare la nascita e lo sviluppo di imprese innovative nel Paese. Il recente Decreto Rilancio emanato nel 2021 ha infatti visto un potenziamento delle misure già in essere a beneficio degli investimenti in startup ed aziende operanti nell’ecosistema dell’innovazione, che va a premiare, in particolare, gli investimenti da parte di persone fisiche in società appartenenti a questo settore. Ma come funzionano tali agevolazioni, chi può beneficiarne, e come vanno presentate le istanze? Ce ne ha parlato Marcello Marzano, Chartered Accountant presso Studio MM e figura di riferimento in ambito startup e finanza agevolata.

Incentivi per Investimenti in Startup: Detrazione Irpef del 50% per le Persone Fisiche

L’investimento nel capitale di rischio di startup e PMI innovative offre, al giorno d’oggi, numerosi vantaggi dal punto di vista fiscale, che hanno visto un potenziamento proprio negli ultimi mesi con il nuovo decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo Economico. “Tali operazioni presentano un’agevolazione che corrisponde, nel caso di persone fisiche ad una detrazione fiscale, e nel caso di investimento fatto da imprese, ad una deduzione,” ci spiega Marcello Marzano.

Le nuove misure, in particolare, premiano gli investimenti da parte delle persone fisiche che acquistano capitale di rischio di startup e PMI innovative. “Per la persona fisica che decide di investire in startup, possiamo dire che c’è una massimizzazione di quella che è l’agevolazione,” sottolinea Marzano.

È infatti partito dal 1 marzo 2021 l’incentivo fiscale introdotto dal Decreto Rilancio (D.L. 34/2020, art. 38, commi 7 e 8) del MISE, che riconosce una detrazione a fini IRPEF del 50% per le persone fisiche che investono nel capitale di rischio di startup e PMI innovative. Gli incentivi sono concessi in regime “de minimis” secondo il regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013.

Come Funzionano gli Incentivi Fiscali per gli Investimenti in Startup?

La misura del MiSE prevede:

• Detrazione dall’imposta lorda del 50% dell’investimento effettuato nel capitale di rischio di startup innovative, con limite massimo di investimento detraibile fino a 100.000 euro per periodo d’imposta, con un ammontare di detrazione che non superi i 50.000 euro;


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• Detrazione dall’imposta lorda del 50% dell’investimento effettuato nel capitale di rischio di PMI innovative, con limite massimo di investimento detraibile fino a 300.000 euro per periodo d’imposta, con un ammontare di detrazione non superiore a 150.000 euro.

“Si ha dunque un abbattimento di quelle che sono le imposte da pagare per il 50%. Ciò significa che investendo 10.000 euro in una startup, si ha una detrazione dall’imposta lorda per un ammontare pari a 5.000 euro,” spiega Marzano.

Tale agevolazione fiscale introdotta con il decreto Rilancio è da considerarsi una maggiorazione del beneficio già previsto dal decreto del 7 maggio 2019, che già copre tutti gli aspetti relativi agli incentivi fiscali per l’investimento in startup e che prevede che qualsiasi soggetto, dunque sia persona fisica che impresa, o anche organismi di investimento collettivo che investono in startup, possa fruire dell’agevolazione (detrazione per i soggetti Irpef e deduzione per i soggetti IRES).

Nello specifico, il decreto del 2019 garantisce:

• Una detrazione pari al 30% dell’importo investito fino ad un massimo di 1 milione di euro per investimenti da parte di persone fisiche nel capitale di rischio di startup e PMI innovative;

• Una deduzione sull’imponibile IRES pari al 30% dell’importo investito fino ad un massimo di 1.8 milioni di euro per investimenti da parte di società (persone giuridiche) nel capitale di rischio di startup e PMI innovative;

Il decreto Rilancio introduce dunque un potenziamento dell’incentivo per le persone fisiche che investono direttamente o indirettamente in una o più startup o PMI innovativa, portando, per questi soggetti, la detrazione fiscale al 50% entro i limiti già menzionati.

Per investimenti che superano tali limiti, è valida comunque la detrazione pari al 30%, fino ad 1 milione di euro per le persone fisiche, ed 1.8 milioni per le società o imprese. Ciò significa che nella parte eccedente il limite di 100.000 e 300.000 euro, si può comunque beneficiare della detrazione al 30%.

“È un po’ come se si privilegiassero i primi investimenti, coperti dalla detrazione al 50%, mentre per quelli successivi si ritorna all’iniziale agevolazione del 30%,” spiega Marzano.

presentazione incentivo investimento in startup

Quali Investimenti Sono Agevolati?

Sia in caso di persone fisiche che giuridiche, l’agevolazione viene riconosciuta agli investitori sia che l’investimento sia avvenuto in maniera diretta, sia che sia stato effettuato in maniera indiretta tramite Oicr, fondi comuni di investimento o società di investimento.

Cos’è il Regime “de Minimis”?

Come già menzionato, i limiti massimi di investimento detraibile previsti dalla nuova misura sono più bassi rispetto a quelli previsti dal decreto ministeriale del 2019, in quanto le agevolazioni sono concesse ai sensi del regolamento “de minimis” (Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013), che non era invece previsto dal decreto ministeriale del 2019.

“Il “de minimis” è una parte della normativa europea volta ad evitare che venga alterata la concorrenza sul mercato. L’Unione Europea ha dunque imposto che gli stati possono riconoscere alle aziende uniche degli incentivi, delle agevolazioni che non superino certi valori prestabiliti in un determinato arco di tempo. Questi valori corrispondono a 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari,” spiega Marzano.

Gli incentivi per gli investimenti in startup e PMI rientrano appunto in questi aiuti, consentendo dunque allo Stato o ad altre Amministrazioni Pubbliche di supportare l’espansione della rete di imprese innovative con incentivi economici che non falsino la concorrenza e la regolarità del mercato.

Limitazioni dell’Incentivo Fiscale per Investimenti in Startup e PMI Innovative

Oltre ai limiti sul massimo di investimento detraibile, esistono ulteriori condizioni per accedere alla detrazione del 50% sull’investimento in startup e PMI innovative. “Essendo questo beneficio maggiore rispetto a quello ordinario, sono state inserite delle regole diverse per poterne fruire,” commenta Marzano, illustrando le condizioni fondamentali previste dal decreto:

“Una prima differenza di questo beneficio maggiorato per l’anno 2021 è il fatto che vale solo per quelli che sono gli aumenti di capitale. Tendenzialmente nella vita di una società c’è il momento iniziale, che è quello della costituzione, e poi possono esserci degli aumenti di capitale successivi, in cui persone fisiche o giuridiche, successivamente ai founder, decidono di investire nella startup.

La norma generale, quella del decreto ministeriale del 2019, prevede che questo tipo di agevolazione al 30% sia valida sia per l’investimento fatto in fase di costituzione, sia anche per gli aumenti di capitale successivi. Invece il Decreto Rilancio, che ha inserito questa maggiorazione al 50%, prevede questo beneficio soltanto per gli investimenti fatti in fase di aumento di capitale. Questo è volto a mettere una norma un po’ più stringente su questo tipo di investimento, essendoci un beneficio maggiore.

La seconda normativa sono invece i limiti sull’investimento massimo più bassi rispetto al decreto del 2019, oltre al fatto che valgono quelli che sono i limiti del de minimis.”

incentivi agli investimenti in startup consentono detrazione fiscale

Mantenimento e Decadenza della Detrazione Fiscale per Investimenti in Startup e PMI Innovative

Uno degli aspetti fondamentali del decreto Rilancio, in linea con le norme previste dal decreto del 7 maggio 2019, è la necessità di mantenere l’investimento per almeno tre anni per non rischiare di perdere l’agevolazione fiscale. Una eventuale cessione— sia pure parziale— dell’investimento prima di questo termine determina la decadenza dell’agevolazione, nonché l’obbligo per il soggetto investitore di restituire l’importo corrispondente alla detrazione senza sanzione ma con gli interessi legali.

“La decadenza può avvenire quindi quando l’investitore non rispetta quella che è una specifica previsione del decreto ministeriale del 2019, che è quella del periodo di possesso dell’investimento, quello che normalmente viene chiamato l’holding period,” spiega Marzano. “L’investitore deve mantenere il possesso della partecipazione per almeno tre anni; se egli cede la propria partecipazione prima dello scadere di questo termine, se c’è una riduzione del capitale della startup, se l’investitore effettua un recesso o viene escluso dagli altri soci o se la startup perde i requisiti e quindi non può più essere iscritta al registro startup, l’investitore può perdere quella che è la propria detrazione. Ovviamente se invece si tratta di operazioni di aumenti di capitale, quindi se ci sono ulteriori soggetti che entrano all’interno del capitale, questo non comporta un problema a livello di perdita della detrazione.”

Imprese Beneficiarie: Cosa si Intende per Startup e PMI Innovative?

Gli incentivi ed agevolazioni previsti dal Decreto Bilancio sono applicabili in caso di investimenti in startup e PMI innovative. Vediamo cosa definisce queste due tipologie di impresa.

Startup Innovative

“Le startup innovative sono una tipologia di imprese neo-costituite, fino al 60° mese di vita, normate dal decreto legge n. 179 del 2012, in particolare dall’articolo 25. Una startup innovativa deve presentare determinati requisiti, in particolare un requisito qualitativo: un oggetto sociale innovativo e ad alto valore tecnologico. Poi vi sono tre requisiti quantitativi, di cui è sufficiente che ne venga rispettato uno,” spiega Marzano.

Tali requisiti sono:

• Essere titolari, licenziatari o depositari di un brevetto, dunque di una privativa industriale o di un software registrato alla SIAE;

o

• Avere all’interno della propria forza lavoro almeno i 2/3 di laureati magistrali o almeno 1/3 di dottorandi;

o

• Che ogni anno, ad ogni chiusura di bilancio, presenti all’interno dello stesso almeno un 15% del maggiore tra costi e ricavi pari alle spese di ricerca e sviluppo.

“Tali spese di ricerca e sviluppo sono definite in parte con quelli che sono i Principi Contabili nazionali statuiti dall’Organismo Italiano di Contabilità, in particolare il PC OIC 24, ed in parte nell’articolo 25 del decreto legge 179, che ne ha allargato la definizione,” sottolinea Marzano.

Una startup dovrà confermare ogni anno alla Camera di Commercio di possedere i requisiti per poter essere iscritta al registro entro 30 giorni dall’approvazione del bilancio.

PMI Innovative

Nel decreto sono inclusi i finanziamenti alle Piccole e Medie Imprese innovative. Anche in questo caso, come sottolinea Marzano, esistono specifici requisiti che un’azienda deve rispettare per rientrare in questa categoria, e conseguentemente far beneficiare i propri investitori delle detrazioni previste dal decreto.

“La normativa ha successivamente introdotto, con l’art. 4 del DL 3/2015, il concetto di PMI innovativa, che teoricamente, nella ratio della norma, dovrebbe essere la naturale evoluzione della startup innovativa. Terminati quindi i 60 mesi in cui un’azienda può essere descritta come una startup, vi è una sorta di canale diretto per cui può qualificarsi come PMI innovativa se in possesso di alcuni requisiti fondamentali.”

Tali requisiti sono:

• Essere titolari, licenziatari o depositari di un brevetto, dunque di una privativa industriale o di un software registrato alla SIAE;

• Avere all’interno della propria forza lavoro almeno i 2/5 di laureati magistrali o almeno 1/5 di dottorandi;

• Che ogni anno, ad ogni chiusura di bilancio, presenti all’interno dello stesso almeno un 3% del maggiore tra costi e ricavi pari alle spese di ricerca e sviluppo.

La normativa in questo caso richiede che per essere riconosciuta come una PMI innovativa, l’azienda presenti 2 dei 3 requisiti esposti. “Per godere delle agevolazioni, la norma ha imposto un ulteriore vincolo per le PMI, ovvero l’avere un bilancio certificato. Quindi, se vuole qualificarsi come tale, la PMI innovativa, anche a livelli per cui non sarebbe obbligata ad avere il collegio sindacale o il revisore pubblico, deve comunque nominarlo e farsi certificare ogni anno quello che è il proprio bilancio,” sottolinea Marzano.

Esclusioni

Sono esclusi dalle detrazioni fiscali sugli investimenti in startup alcuni settori e alcune tipologie di azienda. In particolare, non sono agevolabili:

• Investimenti fatti in imprese che ai sensi di una normativa europea sono in una situazione di difficoltà;

• Investimenti fatti in aziende o startup che operano nel settore delle costruzioni navali;

• Investimenti fatti in aziende o startup che operano nel settore del carbone o dell’acciaio;

• Investimenti fatti in aziende che hanno ricevuto aiuti di stato in maniera non lecita e non li hanno restituiti.

Come Richiedere le Agevolazioni Fiscali sugli Investimenti in Startup?

La richiesta della detrazione fiscale sull’investimento nel capitale di rischio di startup e PMI innovative può essere fatta esclusivamente mediante l’apposita piattaforma informatica “Incentivi fiscali in regime «de minimis» per investimenti in start-up e PMI innovative” messa a disposizione dal MiSE ed Invitalia. La presentazione dell’istanza deve avvenire prima dell’effettuazione dell’investimento.

“Un’altra modifica introdotta per questo tipo di incentivo è che la richiesta per le agevolazioni è in qualche modo sottoposta ad approvazione,” spiega Marzano. “Il Ministero dello Sviluppo Economico ha creato una piattaforma ad hoc gestita da Invitalia— una sorta di braccio operativo del ministero— sulla quale, prima di effettuare l’investimento, si deve richiedere una forma di autorizzazione dovuta al fatto che questa agevolazione maggiorata rientra in quelli che sono gli aiuti di stato.”

La richiesta deve essere presentata dall’impresa beneficiaria dell’investimento, che comunicherà:

• I dati del soggetto investitore e della società beneficiaria;
• L’ammontare dell’investimento;
• L’ammontare della detrazione.

In tal modo l’adempimento dei requisiti da parte delle parti coinvolte ed il rispetto della soglia di de minimis potranno essere verificati prima che l’investimento sia effettuato.

“Per gli investimenti effettuati nel 2020— essendo il decreto del 2020 ma essendoci stati dei ritardi nella predisposizione della piattaforma online— è stata prevista una finestra separata, aperta sino al 30 aprile 2021, che offriva la possibilità di inviare la domanda per la richiesta di agevolazioni sugli investimenti effettuati prima dell’attivazione della nuova piattaforma,” spiega Marzano. “Tale finestra è ora chiusa, dunque tutti gli investimenti devono essere rigorosamente sottoposti ad autorizzazione preventiva.”

“È necessario che alla piattaforma acceda il legale rappresentante della società, quindi della startup che riceverà l’investimento, il quale dovrà inserire la richiesta da parte del potenziale investitore di poter beneficiare della maggiorazione della detrazione. Successivamente, in tempi tutto sommato brevi, si ottiene sia sulla PEC della startup che dell’investitore la concessione del beneficio in maniera ufficiale dal ministero. In questo modo sia la società che l’investitore avranno la certezza di poter beneficiare della detrazione.”

Ulteriori informazioni circa la presentazione della domanda di accesso alle detrazioni sono illustrate nella circolare emanata dal MiSE a Febbraio 2021.

Modulistica e Presentazione della Domanda Online

La modulistica necessaria alla presentazione della domanda per richiedere gli incentivi fiscali può essere trovata nell’apposita sezione sul sito web del MISE.

“Per essere sicuro che non gli venga disconosciuto questo beneficio, è importante che l’investitore ottenga dalla startup due fondamentali documenti. Prima di tutto una sorta di certificazione dell’investimento effettuato, che per regola deve essere ottenuto entro 60 giorni, e poi una descrizione del piano degli investimenti,” spiega Marzano.

“L’Agenzia delle Entrate, in una circolare successiva al decreto 30 gennaio 2014 (antesignano del decreto del 2019) ha infatti precisato questa regola per cui è necessario ottenere dalla startup questi due documenti per poter beneficiare dell’investimento. Senza di essi, a seguito di un potenziale controllo, l’Agenzia delle Entrate potrebbe disconoscere l’agevolazione.”

Altri Incentivi e Agevolazioni per Investimenti in Startup

Oltre alle detrazioni fiscali per le persone fisiche e giuridiche che investono nel capitale di rischio di startup e PMI innovative, esistono in Italia diverse altre agevolazioni che premiano chi investe in startup e sono volte a promuovere la crescita della rete di imprese nel campo della ricerca e dell’innovazione.

Investor Visa

È previsto per coloro che vengono dall’estero e desiderano investire in Italia. “Si tratta di una sorta di visto per investitori stranieri, che in questo modo, anche in caso siano soggetti extra-UE, hanno la possibilità di investire e risiedere in Italia, in virtù dell’investimento. È un’agevolazione che viene garantita per facilitare l’arrivo di capitali dall’estero. È un visto che ha durata biennale, e consente quindi di monitorare il proprio investimento direttamente dall’Italia senza doverlo costantemente rinnovare,” spiega Marzano.

Smart Money

Smart Money è una misura di Invitalia che riguarda le prime spese fatte da una startup, come ci dice Marzano: “Finanzia i primi progetti di investimento fatti con il supporto di operatori dell’innovazione, dunque poli tecnologici o incubatori certificati. In caso nella successiva fase di vita della startup questa trovi un investitore, Invitalia inserisce ulteriori 30.000 euro di capitale, raddoppiando il beneficio.”

Smart & Start

Smart & Start è un’ulteriore misura prevista da Invitalia, che favorisce la nascita e lo sviluppo di startup innovative in Italia. “Vi sono alcune piccole differenze tra le regioni del Nord e del Sud Italia, ma è possibile ottenere fino al 90% di contributo, che a seconda del luogo in cui si trova la startup può essere modulato diversamente tra fondo perduto e finanziamento a tasso zero,” spiega Marzano.

Fondo Nazionale per il Venture Capital

Si tratta di uno strumento finanziario volto a favorire gli investimenti nel capitale e supportare il raccordo tra gli operatori dell’ecosistema del venture capital italiano. Con il Decreto Rilancio, ulteriori risorse sono state destinate al Fondo per il Venture Capital, il cosiddetto Fondo Nazionale Innovazione. “Per invogliare gli investitori, Cassa Depositi e Prestiti, una sorta di braccio operativo del Ministero, ha lanciato una serie di fondi specifici che si uniranno ai fondi di venture capital, andando a sostenere ulteriormente gli investimenti fatti da fondi di VC e simili in startup,” conclude Marzano.

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