Cos’è una Startup: Significato, Requisiti e Caratteristiche

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Cos’è una Startup: Significato, Requisiti e Caratteristiche
| 1 Ottobre 2021 | Pubblicato in Sprintx Sprintx

Significato e Definizione di Startup

Il termine startup viene comunemente utilizzato per indicare imprese di piccole entità o nate da poco. In realtà la vera definizione di startup si dissocia dal significato generalmente attribuito. In questo articolo definiremo le caratteristiche e i requisiti che una società di capitali dovrebbe avere per definirsi startup, con un focus sulle startup innovative. 

Cos'è una Startup

Cos’è una Startup: Significato e Definizione

Esistono diverse definizioni per startup e il suo significato cambia in relazione al contesto in cui viene utilizzato. L’ampio utilizzo del termine nel gergo comune ci porta spesso a definire startup un’impresa appena costituita, ancora nella sua fase embrionale, o semplicemente un’azienda dalle piccole dimensioni. In realtà, questa definizione non si addice pienamente al vero significato del termine. Possiamo definire startup come un’organizzazione temporanea, che ha al centro del proprio modello di business l’innovazione, e progettata per ideare un business model ripetibile e scalabile.

Per capire meglio il significato di startup possiamo far riferimento alle definizioni di: 

  • Paul Graham. ” La sola caratteristica essenziale di una startup è la crescita. Ogni altra cosa che associamo da una startup discende dalla crescita.”
  • Steve Blank. “Una startup è un’organizzazione temporanea utilizzata per cercare un modello di business ripetibile e scalabile.”
  • Eric Ries. “Una startup è un organizzazione umana progettata per creare un nuovo prodotto o servizio in condizioni di estrema incertezza.”

Chi è lo Startupper

La figura dello startupper viene spesso confusa, erroneamente, con la figura dell’imprenditore. Con il termine startupper si vuole indicare una figura professionale che fonda o aspira a fondare un’impresa innovativa, definita startup, che sia volta alla crescita rapida e abbia un modello di business scalabile, sostenibile e replicabile.
Pertanto, lo startupper si mostra come una figura molto più dinamica rispetto a quella di un imprenditore tradizionale. Infatti, lo startupper è disposto a modificare e cambiare il prodotto della propria startup per tenere il passo dell’innovazione, tentare nuovi esperimenti grazie ai feedback degli utenti ottenuti mediante l’utilizzo di smoke test, ad approfondire i propri processi in favore della crescita continua e ad accettare il fallimento come parte della sperimentazione, trasformandolo in un’occasione di apprendimento e ripartenza.

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Caratteristiche della Startup

Come abbiamo visto, per definirsi startup un’impresa non solo di deve trovare nella fase iniziale del suo ciclo di vita, ma deve rispettare determinate caratteristiche quali: scalabilità, replicabilità, temporaneità e innovazione.

Scalabilità

Cosa vuol dire che un’impresa è scalabile? Per scalabilità si intende la capacità della startup di crescere in maniera esponenziale utilizzando le poche risorse disponibili. Come sappiamo le startup sono in genere caratterizzate da una quantità limitata di risorse, tanto da far uso di diversi smoke test prima di avviare la produzione del prodotto, e una delle ragioni principali per cui le startup falliscono è quella di non riuscire a raggiungere un ampio numero di utenti a causa dell’esaurimento delle risorse.

Replicabilità

Per replicabilità si intende la capacità del modello di business si essere ripetibile nei suoi processi, una volta validato sul mercato in piccola scala, e replicato in diversi archi temporali e in diverse aree geografiche.

Temporaneità

L’obiettivo principale della startup è quello di crescere rapidamente e di trasformarsi velocemente in una grande impresa grazie al suo prodotto innovativo. Di conseguenza, lo status di startup, non le conseguenti limitate risorse, è non solo un punto di partenza, una fase transitoria e pertanto non definitiva. Questa “temporaneità” è uno dei principali elementi che contraddistingue una startup con grandi ambizioni di crescita da una piccola neo impresa.

Innovazione

L’innovazione si trova al centro del modello di business della startup, che nascono per soddisfare un bisogno, latente o manifesto, non ancora soddisfatto dal mercato. Per loro natura nascono per creare un nuovo mercato, per innovare.

Piano Strategico per Startup

Come Creare una Startup

Creare una startup non è semplice e soprattutto, per sviluppare un’idea innovativa, bisogna curare alcuni aspetti chiave che se non pianificati a sufficienza, non permettono ad una startup di sopravvivere. Basti pensare al dato secondo cui il 90% delle startup falliscono, spesso per ragioni evitabili.
Inoltre, esistono diversi requisiti fissati dalla legge affinché un’impresa sia riconosciuta come startup e possa accedere al regime specifico previsto. Sarà necessario accertarsi di essere in possesso di tali requisiti per iscriversi al Registro delle Imprese e poter godere dei tanti incentivi e agevolazioni a disposizione delle startup
Tra i principali requisiti è presente uno dei tratti peculiari di una qualsiasi startup, il carattere innovativo. Può riguardare il prodotto o servizio o il suo metodo di produzione o commercializzazione. Oltre a questo requisito, una startup deve inoltre:

  • Essere costituita da non più di 60 mesi dalla data di presentazione della domanda e svolgere attività d’impresa;
  • Avere la sede principale dei propri affari e interessi in Italia o in uno degli Stati membri dell’UE;
  • Dal secondo anno di attività della startup, il valore totale della produzione annua, come risultante dall’ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio, non può essere superiore a 5 milioni di euro;
  • Non distribuire e non avere distribuito utili;
  • Non essere derivata da una fusione o scissione societaria, né da una cessione di azienda o ramo di azienda;

Ed avere almeno uno di questi tre requisiti:

  • Le spese di ricerca e sviluppo uguali o superiori al 15% del maggiore valore tra costo e valore totale della startup innovativa.
  • Impiego come dipendenti o collaboratori, in percentuale superiore ai due terzi, di personale in possesso di laurea magistrale o di un terzo di dottori di ricerca o dottorandi.
  • Essere titolare o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a un’invenzione industriale, biotecnologica, topografia di prodotto a semiconduttori o nuova varietà vegetale. Che sia dunque titolare dei diritti di un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore.

Esistono inoltre diversi altri requisiti economici da rispettare per la costituzione della startup. Nel nostro articolo “Come Creare Una Startup: La Guida in 10 Step” troverai gli step ed i processi fondamentali che portano dallo sviluppo di un’idea alla fondazione di una startup di successo, dai requisiti principali, sino agli aspetti legali e burocratici.

Startup Mindset

Come mai il 90% delle startup falliscono nonostante abbiano rispettano tutti i requisiti burocratici ed economici per la costituzione? È chiaro come questi requisiti non siano sufficienti a garantire la sopravvivenza di una startup. In questo contesto di incertezza, le startup trovano più spazio per crescere grazie alla flessibilità, all’agilità, all’indole votata a reagire, ad un mindset in grado di affrontare l’incertezza poiché spinge l’azienda e gli individui che la compongono a trovare soluzioni nuove. Avere uno startup mindset diventa fondamentale per adeguarsi ad un mercato incerto e complesso, cercando di adeguare il proprio prodotto o servizio e la propria organizzazione alle richieste del mercato.

Fasi di una startup e ciclo di vita

Ogni startup ha un ciclo di vita con delle fasi ben distinte, anche se di lunghezza variabile, e sarà accompagnata da un costante processo di crescita. Innanzitutto, una startup parte da un’idea di business innovativa, che necessita della validazione del mercato tramite l’ausilio degli smoke test, per poi essere sviluppata e portare alla realizzazione del prodotto o servizio da posizionare sul mercato. La crescita costante ed esponenziale dell’impresa culmina con il raggiungimento dello status di scaleup e dell’exit.
Le fasi che caratterizzano il ciclo di vita della startup sono:

  • Pre-Seed e Bootstrap
  • Seed
  • Early Stage
  • Early Growth
  • Growth
  • Exit

Se sei interessato ad approfondire le diverse fasi di una startup e il suo ciclo di vita ti consigliamo la lettura del nostro articolo di blog, dove troverai una descrizione e analisi degli step da affrontare.

Definizione Obiettivi Startup

Diversi tipi di startup

Pur essendo caratterizzati da uno stesso ciclo di vita, esistono diversi tipi di startup che variano per diversi elementi come: le persone coinvolte, gli strumenti finanziari adottati e le strategie di crescita messe in pratica. Steve Blank, ha individuato almeno 6 differenti tipologie di startup, tra cui:

  • Lifestyle Startups: Work to Live Their Passion
    Sono startup nate da startupper che lavorano per la loro passione. Si tratta di persone che vivono la vita che amano, non lavorano per nessuno, ma per se stessi per perseguire la loro passione personale. Accettano incarichi che gli permettano di coltivare la loro passione mentre lavorano.
  • Small-Business Startups: Work to Feed the Family
    Si tratta di startup nate dall’investimento personale di una sola persona, il fondatore dell’impresa o startupper. Investono il proprio capitale nel business, o quello preso in prestito da familiari e amici, o dalle banche, assumendo spesso familiari o persone del luogo come dipendenti. Lavorano con dedizione e passione, creando nuovi posti di lavoro nel territorio locale, ma spesso sono poco redditizie.
  • Scalable Startups: Born to Be Big
    È il tipo di startup che meglio incarna il concetto di scalabilità. I fondatori lavorano dal primo giorno con l’obiettivo di scalare il proprio business e costruire un’azienda che verrà quotata in Borsa o acquisita con profitti di svariati milioni di dollari. Per funzionare davvero, le startup scalabili necessitano di ingenti quantità di capitale di rischio per costruire il proprio modello di business ripetibile e scalabile.
  • Buyable Startups: Acquisition Targets
    Si tratta di realtà il cui business model è costruito sull’offerta di un servizio che serve per creare delle soluzioni strategiche per grosse multinazionali esistenti. In queste realtà il rischio è quello di vendere per cifre che si potrebbero dimostrare decisamente più basse rispetto a quanto potrebbero fruttare.
  • Social Startups: Driven to Make a Difference
    In queste realtà lo startupper dedica la stessa passione e determinazione nel raggiungere gli obiettivi prefissati, con la differenza che il loro fine ultimo si configura nel rendere il mondo un posto migliore, senza mostrare interesse nel prendere quote di mercato o creare ricchezza per i fondatori. Queste startup possono essere senza scopo di lucro, a scopo di lucro o ibride.
  • Large-Company Startups: Innovate or Evaporate
    Queste startup nascono dall’osservazione che il ciclo di vita di una grande azienda è finito e si è fatto anche più breve. Non basta più concentrarsi sull’esecuzione e il miglioramento del modello di business esistente. Per sopravvivere nel nuovo contesto economico, anche le grandi aziende devono puntare ad un approccio innovativo, tipico delle startup, e che riesca a dar vita a nuovi modelli di business.

Come Finanziare l’Apertura di una Startup

Investire nell’apertura di una startup è una pratica che negli ultimi anni si sta diffondendo non solo tra i “classici” investitori ma anche tra i piccoli risparmiatori che desiderano diversificare il proprio portafoglio di risparmio e moltiplicare il proprio guadagno. Tuttavia, come tutti i tipi di investimenti, anche finanziare una start-up presenta i suoi pro e contro. Sarà necessaria un’accurata valutazione della startup in cui si investe, delle sue caratteristiche e dei suoi prospetti, del mercato in cui opera e delle persone da cui è composta.

Perchè Finanziare una Startup

Investire in startup presenta alti rischi così come grandi possibilità di guadagno. La possibilità di ricevere un ritorno del capitale investito (ROI) più alto rispetto altre tipologie di investimento rappresenta sicuramente uno dei più grandi vantaggi dell’investire in startup. Inoltre, a fronte dell’alto tasso di rischio implicato, gli investimenti in startup sono supportati da specifici vantaggi e agevolazioni fiscali in particolare per coloro che investono nel capitale sociale di startup e PMI innovative e nel settore di ricerca e sviluppo.

  • Nel nostro articolo “Investire in Startup: Come Farlo, Perché Farlo e Come Guadagnare” abbiamo intervistato Giovanni De Caro, Strategic and Financial Advisor, esperto nel settore di private equity e venture capital e figura di riferimento nell’ecosistema startup, con l’intento di comprendere quali sono i principali vantaggi nell’investire in queste entità e perchè bisognerebbe farlo.

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Come Trovare Investitori e Fondi per la Startup

Per molti startupper la ricerca di finanziamenti ed investitori rappresenta uno dei maggiori ostacoli alla realizzazione del proprio progetto. Tuttavia, esistono diverse modalità di finanziamento a disposizione di una startup per supportare il proprio progetto, ciascuna con le proprie caratteristiche, criticità e prerogative. Le diverse modalità possono essere distinte in due principali tipologie di finanziamento:

  • Finanziamento in equity: con questo tipo di finanziamento i fondatori della startup cedono parte del capitale, dunque parte della proprietà in cambio del denaro necessario alla crescita;
  • Finanziamento in debito: spesso erogato dalle banche nella forma di prestito, o da formule di finanziamento agevolate.

All’interno di queste macro categorie, si differenziano vari tipi di finanziamento, dalle diverse forme di self e crowdfunding al finanziamento da parte di figure che professionalmente decidono di investire in startup, come business angels e venture capital:

  • Bootstrapping
  • Family, Friends and Fools
  • Business Angels
  • Venture Capital
  • Corporate Venture Capital
  • Crowdfunding
  • Incubatori e Acceleratori
  • Finanza Agevolata e Bandi Pubblici
  • Banche

Se desiderate approfondire le caratteristiche di ogni diversa tipologia di finanziamento sopracitate, vi consigliamo la lettura dell’articolo: “Come Finanziare Una Startup: Trovare Investitori e Fondi”.

Ricerca Finanziamenti per Startup

Altri Canali per il Finanziamento

La mancanza di una fonte di finanziamento rappresenta il primo grande freno al lancio del progetto imprenditoriale. Per questo motivo, i finanziamenti a fondo perduto per startup e gli incentivi e agevolazioni agli investimenti in startup e PMI innovative  rappresentano valide alternative.

Finanziamenti a Fondo Perduto per Startup

I contributi a fondo perduto sono finanziamenti ed agevolazioni concessi da diversi enti nazionali e regionali a startup ed imprese con la caratteristica di non prevedere alcuna restituzione. Si tratta generalmente di fondi pubblici provenienti dall’Unione Europea, erogati da enti nazionali e regionali per favorire l’imprenditorialità sul territorio e supportare ed incrementare la nascita di nuove imprese che non hanno fondi sufficienti per partire, nonché la crescita di imprese già costituite. Vengono solitamente erogati mediante dei bandi, delle misure che regolano le modalità, i termini, i requisiti d’accesso ed i tempi per accedervi.

Incentivi e Agevolazioni agli Investimenti in Startup e PMI Innovative

Il crescente interesse dello Stato nell’incentivare lo sviluppo di Startup e PMI innovative ha portato all’erogazione di incentivi e agevolazioni per persone fisiche che decidono di investire in questo tipi di attività. Infatti, il recente Decreto Rilancio emanato nel 2021 ha infatti visto un potenziamento delle misure già in essere a beneficio degli investimenti in startup ed aziende operanti nell’ecosistema dell’innovazione, che va a premiare, in particolare, gli investimenti da parte di persone fisiche in società appartenenti a questo settore. Ti consigliamo la lettura del nostro articolo in blog per approfondire la misura in cui lo Stato ha deciso di incentivare e agevolare i finanziamente in startup innovative.

Quando una Startup Smette di Essere Startup

Non è semplice definire un momento preciso in cui una startup smette di esserlo per trasformarsi in un’azienda vera e propria. Potremmo individuare due possibilità:

  1. per natura una startup dovrebbe avere per oggetto un prodotto innovativo, da testare, convalidare per poi avviarne la produzione e lanciarlo sul mercato. Potremmo dire che diventa un’azienda vera nel momento in cui il prodotto ultimato e validato viene lanciato sul mercato, terminando così la precedente fase di learn;
  2. dal punto di vista legislativo, viene definita startup una società di capitali costituita da meno di cinque anni. Questo termine temporale è dovuto al requisito temporale che caratterizza una startup. In questo caso, cesserebbe di esserlo una volta trascorsi i 5 anni dalla costituzione.

Cosa si Intende per Startup Innovative: Caratteristiche

Le startup innovative sono società di capitali,con caretteristiche simili alle classiche startup, e che hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente: lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. In questo caso il fattore di maggior rilievo è l’innovazione.
Il contenuto innovativo dell’impresa viene identificato con il possesso di almeno uno dei tre criteri messi a disposizione: ricerca e sviluppo, laureati magistrali, brevetti.

  • Ricerca e Sviluppo
    Per poter rispettare tale criterio la società dovrà riservare una quota pari o superiore al 15% del valore maggiore tra fatturato e costi annui ad attività di ricerca e sviluppo. Le spese vengono riportate all’interno del bilancio e descritte nella nota integrativa. In assenza di bilancio nel primo anno di vita è sufficiente una dichiarazione scritta dal rappresentante legale della società.
  • Laureati Magistrali
    È essenziale che venga impiegata una forza lavoro con determinate caratteristiche per questo criterio. Possono essere considerati idonei gli stessi soci (che siano però soci lavoratori), dipendenti ed anche stagisti (se pagati). La società deve disporre quindi di una forza lavoro tale da rispettare uno dei due requisiti:
    • 1/3 della forza lavoro impiegata e complessiva sia in possesso di un titolo di dottorando di ricerca (o che stiano svolgendo attività di ricerca in una università italiana o estera).
    • 2/3 della forza lavoro complessiva sia in possesso di laurea magistrale.
  • Brevetti
    Con tale requisito l’organizzazione acquista il titolo di startup innovativa nel momento in cui essa risulti depositaria o licenziataria di un brevetto registrato. Tale brevetto dovrà riguardare ad esempio un’invenzione industriale o biotecnologica, una scoperta scientifica più in generale e che ne sia titolare dei diritti.

Implementazione Strategia di Crescita per Startup

Esempi di Startup Innovative Italiane

Possiamo riscontrare diversi esempi di startup di successo, nel territorio italiano e in tutto il mondo. Alcuni esempi possono esserlo:

  • Getcoo
    Grazie al sistema di riconoscimento immagini utilizzato, GetCOO permette di ottenere tutte le informazioni inerenti il monumento che incuriosisce, semplicemente fotografandolo.
  • Fa.Mo.S.A
    E’ in grado di proporre applicazioni IoT in agricoltura offrendo una gamma di servizi dedicati al settore ortofrutticolo. L’agricoltore, il tecnico e l’analista possono consultare i dati in tempo reale, accedendo anche a dati storici relativi ad anni precedenti nel caso vi fossero, allo scopo di cogliere, tramite l’andamento delle condizioni ambientali, la necessità di intervenire o meno con tecniche colturali appropriate.
  • Prometheus
    Si tratta di una società che sviluppa e commercializza prodotti biotecnologici per il miglioramento della ricerca scientifica e per la cura dell’uomo e dell’animale. Sono tessuti tridimensionali umani impiegabili per test farmacologici. tali tessuti vengono realizzati tramite un’innovativa tecnica di produzione, che prevede l’utilizzo di una 3D Bioprinter, sviluppata in toto dal team, capace di realizzare strutture cellularizzate tridimensionali estremamente simili a quelle umane.

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